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November 20 ♪.18»"иσи ρυσι ¢яє∂єяє ¢нє иσи ¢ι ѕαяò иєℓℓє ρяσfσи∂ιтà ∂ι υи ρєиѕιєяσ ανяαι νσgℓια υи gισяиσ ∂ι αввяα¢¢ιαямι ∂ιямι qυєℓℓσ ¢нє нαι ∂єитяσ ∂ι тє qυαи∂σ ѕαяαι ѕσℓα σямαι" Che cos'è l'infinito? Molti filosofi, nel corso della loro vita, hanno tentato di spiegarlo, concretizzarlo, per rendere più facile la sua interpretazione. Platone lo identificava come spirito, i Pitagorici credevano che solo cio' che era finito fosse perfetto... Il mio pensiero è che non esistano termini di paragone per spiegare l'Infinito, perché questo, è tutto ciò che va oltre la nostra immaginazione. Eppure Leopardi identificava l'Infinito proprio come qualcosa che coesistesse con l'immaginazione, in quanto credeva non esistessero limiti insuperabili per noi; Ad esempio, se io mi affacciassi al balcone, vedrei la tangenziale, ma non per questo smetterei di pensare, ma anzi, immaginerei luoghi diversi, forse proprio grazie a questo ostacolo che mi ha impedito di vedere la linea dell'orizzonte. Ma perché si parla di infinito? Perché si deve sempre pensare che ci sia qualcosa di unico, di eterno, qualcosa di ancora sconosciuto che fa bramare l'uomo, che lo fa sospirare in cerca di una certezza? Ma l'infinito, si sa, di certezze ne possiede ben poche... Come ben ci insegna lo studio delle funzioni, l'infinito equivale ad indeterminazione, proprio perché non esiste un numero preciso per determinarlo. E' proprio per questo, allora, che l'uomo non puo' smettere di chiedersi cosa davvero sia questo spazio atemporale, in grado di vivere in eterno? Ma esiste poi davvero, l'Infinito? O siamo noi che l'abbiamo "inventato" per rassicurarci sull'inesorabilità della vita? E dopo tutti questi interrogativi, una certezza l'ho scovata: la mente umana ha un potenziale incredibile. Leopardi diceva che il piacere non deriva dall'esperienza sensibile, ma da quella vissuta. Cioè, solo quando interpretiamo a modo nostro o riflettiamo su qualcosa che abbiamo visto o sentito, allora avremo raggiunto l'infinitezza del nostro pensiero, perché saremo stati in grado di andare oltre le barriere temporali e spaziali e avremo attinto alle nostre conoscenze grazie ad un ricordo. E questo non vi ricorda un pò il concetto di "Recollection in tranquillity" di Wordsworth? "La vera poesia è quella che nasce da un ricordo dell'emozione, non dall'immediatezza di quella stessa". E non è questa una perfetta definizione di Infinito?
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare»
(L'infinito-Giacomo Leopardi)
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